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LA CERTIFICAZIONE ENERGETICA....
Quando la certificazione energetica cambia il valore delle case

Da
un anno è obbligatorio allegare a tutti gli atti di compravendita
l’attestato di certificazione energetica, mentre dal prossimo 1 luglio
l’obbligo sarà esteso anche ai contratti di locazione. Sta a noi agenti
immobiliari professionali far comprendere ai proprietari che la
certificazione energetica non è un balzello, l’obolo da versare per
poter vendere o affittare la loro casa, ma la carta d’identità
dell’immobile, che ne misura il consumo energetico annuo e la qualità
costruttiva. La nuova normativa sulla certificazione energetica degli
edifici costituisce per il mercato immobiliare e per il panorama
edilizio italiano una vera e propria rivoluzione culturale, un cambio di
paradigma. Per la prima volta, infatti, viene introdotta nella
valutazione degli immobili una variabile diversa da tutte quelle che
eravamo abituati a considerare nell’estimo tradizionale (zona, vetustà,
orientamento, stato di conservazione, qualità dell’edificio, taglio
interno, ecc.): la casa viene considerata in questa prospettiva come una
macchina che consuma energia e produce servizi, che nel loro insieme
costituiscono la qualità dell’abitare, elemento fondamentale della
qualità della vita.
Dobbiamo quindi apprfondire il rapporto
tra la certificazione energetica, il suo influsso sul prezzo degli
immobili e il ruolo del mediatore immobiliare professionale. L’agente
immobiliare è in una posizione delicata, in quanto deve valorizzare
l’immobile che gli è stato affidato per la vendita, ma allo stesso tempo
consigliare per il meglio l’acquirente. L’attestato di certificazione
energetica è richiesto alla firma del rogito e del contratto di
locazione, quindi a giochi fatti, quando il preliminare è stato già
concluso e il prezzo deciso dalle parti. Ma è indubbio che man mano che
la mentalità dell’efficienza energetica prenderà piede la certificazione
energetica influirà sempre più sulla valutazione dell’immobile, perché
viene percepita un po’ come la patente di qualità della casa. Qualcosa
di simile alle stelle per gli alberghi, anche se va detto che per la
valutazione immobiliare la variabile più importante resta la location.
La
novità della certificazione energetica non è comunque da poco, perché
introduce, per la prima volta, un parametro oggettivo dei criteri
costruttivi dell’immobile, che si traducono nel fabbisogno annuo di
energia della casa espresso dalla classe energetica, dalla A alla G. Per
non rimanere tagliati fuori da questa rivoluzione culturale e per non
rischiare di finire in un mercato parallelo su valori depressi, è
necessario che gli immobili a bassa efficienza energetica vengano
riqualificati dai loro proprietari, approfittando degli sgravi fiscali
del 55 per cento.
E' emerso che gli immobili nelle classi più alte, A e B, hanno un vantaggio
in termini di prezzo che può arrivare al 10 per cento e oltre.
Ma la
buona notizia è che il consumo energetico di una casa può essere
notevolmente abbattuto anche attraverso interventi non particolarmente
complessi né costosi. Per esempio, la semplice sostituzione degli
infissi può portare ad un contenimento dei consumi energetici del 10% e
l’applicazione di un sistema a “cappotto” sulla facciata permette
ulteriori risparmi intorno al 10-12%, migliorando la classe energetica e
rivalutando l’immobile molto di più dei costi sostenuti per questi
semplici interventi, 90 Euro/mq per cappotto e serramenti (fonte Ance).
Ecco a tabella completa degli extra.costi: Ipotesi CasaClima – Extracosti/mq per classe energetica Base di partenza 1.400 euro/mq Classe D (100 kWh/mq/anno) Classe di partenza ai fini del calcolo - costi/mq ipotetici: 1.400 euro circa Classe C (75 kWh/mq/anno) - costi/mq: 1.500 euro circa (+ 7%) - ammortamento: 5-10 anni Classe B (50 kWh/mq/anno) - costi/mq: 1.575 euro circa (+12%) - ammortamento: 10 anni Classe A (30 kWh/mq/anno) - costi/mq: 1.700 euro circa (+ 20%) - ammortamento: 20 anni
Norbert
Lantschner di CasaClima ricorda che i costi si riducono quando si
valutano gli edifici nel loro complesso piuttosto che le singole unità
abitative. In particolare, le spese si riducono per i condomini: in una
struttura con 10 unità abitative, per esempio, l’extracosto è di circa
250 euro per appartamento.
Anche l’Associazione nazionale dei
costruttori ha condotto delle stime. Secondo i calcoli dell’Ance, per
interventi che migliorano le performance energetiche di circa il 30%,
gli extracosti possono essere calcolati in media attorno ai 150-160
euro/mq. Ipotesi Ance – Extracosti/mq per miglioramenti energetici del 30% Calcolo indicativo su alcuni possibili soluzioni Isolamento dell’involucro: +50 euro/mq Impianto di ventilazione meccanica controllata: +40 euro/mq Impianto radiante: +30 euro/mq Isolamento delle finestre: +40 euro/mq Extracosto totale: +160 euro/mq (Fonti: Ance, il Sole 24 Ore, CN Geometri, elaborate da Casaday.org)
Oggi
in Italia si stimano, su elaborazione incrociata di dati Enea, Istat e
Cresme, circa 30 milioni di unità abitative, delle quali solo la punta
dell’iceberg, dal 2 al 5% a seconda delle rilevazioni, si trovano nelle
classi energetiche migliori, A B e C. Oltre il 55%, 16.639.801, sono
state costruite prima del 1971, quindi prima di ogni legislazione in
materia di contenimento dei consumi energetici degli edifici (Legge373/
1076), e ben 25.107.535, pari al 85% del patrimonio edilizio esistente,
prima dell’entrata in vigore della Legge 10/1991, quindi senza alcun
tipo di documentazione o criterio volto al contenimento dei consumi
energetici. E’ evidente che la riqualificazione energetica del
patrimonio immobiliare consolidato è la sfida immobiliare che ci
attende, e cambierà in modo significativo il nostro approccio al tema
dell’abitare e del real estate.
Fonte: www.quotidianoimmobiliare.info
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DECRETO INCENTIVI 2010...
Attività edilizia libera (articolo 5). Si liberalizzano, rendendole quindi non più soggette neanche alla dichiarazione di inizio attività attualmente richiesta, numerose attività edilizie, quali tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e alcuni interventi di manutenzione straordinaria, nel caso che non riguardino le parti strutturali dell'edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento rispetto ai parametri urbanistici esistenti. Meno vincoli anche per alcuni interventi volti all'eliminazione di barriere architettoniche, per le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo e movimenti di terra strettamente pertinenti all'esercizio dell'attività agricola, per le serre mobili stagionali, per le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, per i pannelli solari, fotovoltaici e termici, senza serbatoio e per le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici. La norma fa salve eventuali disposizioni più restrittive previste dalle leggi regionali, le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali, nonché le altre normative di settore disciplinanti l'attività edilizia, quali, ad esempio, le norme antisismiche, antincendio, e quelle contenute nel Codice dei beni cultuali e del paesaggio. Si prevede, poi, che al fine di semplificare il rilascio del certificato di prevenzione degli incendi per tali attività, il certificato stesso, ove previsto, sia rilasciato in via ordinaria con l'esame a vista. Gli interventi, quindi, previsti dall'articolo possono essere iniziati previa semplice comunicazione, anche per via telematica, all'amministrazione comunale, allegando le autorizzazioni eventualmente richieste dalla normativa di settore e, nel caso di interventi di manutenzione straordinaria, anche i dati identificativi dell'impresa che eseguirà i lavori. Banda larga per i giovani. Contributo di 50 euro a favore di persone fisiche tra i 18 e i 30 anni per una nuova attivazione di banda larga. L'importo complessivo stanziato per questa misura è 20 milioni. Cappe. Bonus del 20%, per un massimo di 500 euro, se si acquistano cappe climatizzate. Casa. Contributo per un importo pari a 116 euro a metro quadrato (con un massimo di 7mila euro) per la classe A e 83 euro al metro quadro (con un massimo di 5mila euro) per la classe B. La novità introdotta all'ultimo minuto è il secondo incentivo, quello da 83 euro, è rivolto solo a immobili di nuova costruzione, da utilizzare come prima abitazione. L'importo complessivo stanziato per questa misura è 60 milioni. In caso, poi, di cessione di immobili di nuova costruzione ad alta efficienza energetica, per ottenere i bonus, serve l'attestazione favorevole dell'Enea. Come ottenere gli sconti. Bisognerà rivolgersi al rivenditore, che verificherà la capienza del bonus e comunicherà al consumatore la disponibilità dell'incentivo che diventerà uno sconto sul prezzo d'acquisto. Se i fondi sono esauriti, l'incentivo non scatta. Il decreto attuativo dello Sviluppo economico prevede che Poste Italiane attivi un call center per fornire informazioni e ponga in essere tutti gli adempimenti necessari per far arrivare il bonus nelle mani del consumatore. A sua volta, il negoziante che intende praticare lo sconto compilerà un modulo elettronico riportato in un apposito sito del ministero, poi al momento della vendita, effettuata l'emissione dello scontrino fiscale, lo trasmetterà online al "centro di contatto" delle Poste. È prevista la revoca del contributo in caso di assenza dei requisiti previsti per usufruire dell'incentivo o se la documentazione da esibire per la fruizione del bonus è incompleta o irregolare. Cucine componibili ed elettrodomestici da incasso ad alta efficienza. Previsto un contributo del 10% sul prezzo di vendita praticato e fino a un limite massimo di mille euro. Il limite complessivo delle risorse da erogare è 60 milioni. L'agevolazione è collegata alla sostituzione dei mobili per cucina in uso con cucine componibili complete di elettrodomestici efficienti. Il decreto attuativo ricorda come la nuova cucina componibile debba essere corredata da almeno due elettrodomestici ad alta efficienza scelti fra: frigorifero/congelatore in classe A+ e A++, forno in classe A, piano cottura a gas (se inserito) con dispositivo di sorveglianza fiamma, lavastoviglie (se inserita) in classe A/A/A (A, di efficienza energetica, A, di efficienza di lavaggio, A, di efficienza di asciugatura). Specifica importante: qualora qualcuno (o tutti) gli elettrodomestici non rientrassero nelle classi energetiche ad alta efficienza, il rispettivo prezzo di acquisto non concorre a formare il valore in base al quale viene calcolato il contributo. Cucine di libera installazione. Il contributo è del 20%, fino 100 euro. La sostituzione deve avvenire con cucine dotate di forno elettrico di classe A e piano cottura dotato di valvola di sicurezza gas. Forni elettrici. Spetta un contributo del 20% sul prezzo di costo, nel limite massimo di singolo contributo pari a 80 euro. Bisogna, però, comperare un nuovo forno di classe energetica non inferiore alla A. Gru a torre per l'edilizia. Bonus del 20%, fino a 30mila euro, previa rottamazione documentata con tanto di certificato di gru a torre per l'edilizia messe in esercizio anteriormente al 1° gennaio 1985. L'importo complessivo stanziato per questa misura è 40 milioni. Inverter. Venti per cento di sconto, fino a 40 euro, per l'acquisto e l'installazione di variatori di velocità su impianti di potenza elettrica compresa tra 0,75 e 7,5 Kw. Lavastoviglie. Arriva un contributo del 20% sul prezzo di costo, nel limite massimo di singolo contributo pari a 130 euro. Bisogna, però, comperare un nuovo modello non inferiore ad A/A/A (A, di efficienza energetica, A, di efficienza di lavaggio, A, di efficienza di asciugatura). Macchine agricole. Dieci per cento di incentivo del costo di listino, a condizione che il concessionario o il venditore pratichi uno sconto di pari misura sul prezzo di listino. Le macchine dovranno essere esclusivamente della stessa tipologia e con potenza non superiore del 50% all'originale rottamato. L'importo complessivo stanziato per questa misura è 20 milioni. Moto. Sconto del 10%, fino al massimo di 750 euro. Bisogna acquistare un motociclo fino a 400 cc di cilindrata (o potenza non superiore a 70 Kw) nuovo di categoria "euro 3" con contestuale rottamazione (per demolizione) di un motociclo o ciclomotore "euro 0" o "euro 1". Se si acquista una moto dotata di alimentazione elettrica, doppia o esclusiva, l'incentivo sale al 20%, fino a un massimo di 1.500 euro. In questo ultimo caso non è richiesta la rottamazione. L'importo complessivo stanziato per questa misura è 12 milioni. Motori ad alta efficienza. Bonus del 20%, fino a 50 euro per l'acquisto di motori ad alta efficienza (Ie2) di potenza tra 1 e 5 Kw. Motori fuoribordo. Contributo del 20%, fino a mille euro, per la sostituzione di motori fuoribordo di vecchia generazione con motori a basso impatto ambientale (direttiva 2003/44/Ce, fino alla potenza di 75 Kw compresa). L'importo complessivo stanziato per questa misura è 10 milioni. Piani cottura. Disco verde a un contributo del 20%, fino a un singolo importo massimo di 80 euro. La sostituzione del piano cottura deve avvenire con un analogo apparecchio dotato di dispositivo di sorveglianza fiamma (Fsd). Pompe di calore. Bonus del 20%, fino a un massimo di 400 euro, se si sostituiscono scaldacqua elettrici con installazione di pompe di calore ad alta efficienza dedicate alla sola produzione di acqua calda sanitaria. Rimorchi. Bonus di 1.500 euro, se si rottamano rimorchi con più di 15 anni di età e senza sistema di frenata Abs, per l'acquisto di un nuovo rimorchio a timone o ad assi centrali, categoria 04. Il contributo arriva a 2mila euro se oltre all'Abs, il nuovo rimorchio monta anche sistemi di controllo elettronico della stabilità. Spetta invece contributi di 3mila e 4mila euro (a seconda se dotati o meno anche di sistema Esp) per l'acquisto di un semirimorchio di categoria 04 e contestuale radiazione di un semirimorchio con più di 15 anni e senza sistema Abs. L'importo complessivo stanziato per questa misura è 8 milioni. Scafi da diporto. Bonus per il 50% e sino a un massimo di 200mila euro per azienda, per l'acquisto di stampi per la laminazione sottovuoto degli scafi da diporto dotati di flangia perimetrale. Ups (gruppi statici di continuità). Venti per cento di bonus, fino a 100 euro, per l'acquisto di gruppi statici di continuità (Ups) ad alta efficienza di potenza fino a 10 Kva.
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